domenica 22 agosto 2021

Verso l'Europa della cultura e delle scienze a Milano : i vini della azienda agricola Komjanc

 

giorgio raimondi

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25s

Verso l'Europa della cultura e delle scienze a Milano. Antonella Pianca, scrittrice fotografa e degustatrice Ais, ha visitato l'azienda agricola Komjanc Alessio e figli di San Floriano del Collio,per scegliere i vini da proporre con Borghi d'Europa a Milano.




sabato 7 agosto 2021

Ongaresca,Vini in Costabissara, nei progetti europei

 


 






 


“ I vini di Ongaresca – commenta Gunnar Cautero, nume tutelare della Osteria la Stazione l'Originale di Milano ed Enotecaio Professionista dell'A.E.P.I -, sono stati per davvero una scoperta.Un territorio, quello delle colline di Costabissara in provincia di Vicenza,non particolarmente conosciuto, ma che grazie al DNA di Ongaresca (passione,tradizione e innovazione), si pone all'attenzione del panorama informativo professionale”



“ La nostra idea di buon vino – osserva Chiara Lain, sommelier e promoter commerciale dell'azienda

-, è rinunciare a produzioni abbondanti per ottenere vini di grande qualità e personalità.”


I giornalisti e comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito i vini di Ongaresca nel percorso

informativo del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocini : IAI-Iniziativa Adriatico jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).


Una visita in azienda ; la partecipazione a Milano alla presentazione nazionale del rogetto ;

l'intervento a Qualità Vo' Cercando, sulle rive della Piave.

Tre appuntamenti che hanno confermato come la Cantina di Costabissara sappia interpretare la storia in movimento, accompagnandola da protagonista.


E, nell'alzare un calice di Canevette,Vino Spumante Brut da Pinot Grigio DOC delle Venezie,

ci ricordiamo le annotazioni di Alessio Dalla Barba, Sommelier AIS e giornalista :

“ In bocca il Canevette si rivela rotondo e armonico : il profumo floreale con note di fiori di acacia e frutta a polpa bianca: Alla vista suggerisce un perlage fine e spuma persistente. “


Al prossimo appuntamento.

sabato 24 luglio 2021

UNA VETRINA DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE ITALIANA DI QUALITA'

 


 


Vi sono territori tutti dedicati ad una produzione agricola: basti pensare al territorio del Prosecco. Ciò rappresenta un’ottima opportunità economica, ma un certo problema dal punto di vista della sostenibilità ambientale, di cui, a seguito della pandemia, ogni giorno verifichiamo l’importanza.

Abbiamo quindi pensato di approfondire la conoscenza di una delle zone in cui invece è rispettato l’equilibrio produttivo, con ottimi risultati qualitativi: Le Valli del Natisone e Torre (che non è una costruzione, ma un torrente, affluente del Fiume Isonzo), zona spesso definita “slavia Friulana ”.

Per conoscere le varie eccellenze di questo territorio abbiamo pensato di intervistare i principali Produttori della zona, chiedendo loro di presentarci le loro produzioni specifiche.

Iniziamo dal Presidente dell’”Associazione Sapori nelle valli del Natisone”,(noblesse oblige!), che ci presenterà a sua volta gli altri aderenti all’Associazione, che rappresenta appunto la vetrina delle produzioni agroalimentari di qualità del territorio.



AZIENDA AGRICOLA VALNATISONE

Si trova a Lasiz di Pulfero, non lontano dalla magnifica e misteriosa Grotta di San Giovanni d'Antro nelle Valli del Natisone, intreccio meraviglioso di bellezze speleologiche ed architettoniche con la Cappella, in cui ricordi tardoantichi si fondono con strutture gotiche e barocche.

Qui Mauro Pierigh ha sviluppato la sua passione per la frutticultura, badando a salvaguardare ambiente e tradizione. In particolare si specializza nella produzione di mele.

In questa Azienda si sperimenta con particolare attenzione il mantenimento della biodiversità per cui, accanto alle più comuni tipologie di Gala, Golden, Stark, Jonagold, Novajo, Florina, Granny, Fuji coltiva anche varietà autoctone, come la Seuka, la Kabalauka, la Di Coròne, la Ruggine di Enemonzo, la Gialla di Priuso, la Striato Dolce e la Daldolc (autoctone friulane della Carnia (Ud) e della zona di Maniago (Pn)).

Questa vasta ricchezza di varietà di mele coltivate rappresentano un vanto dell’Azienda che, per non farsi mancar nulla ha deciso di commercializzare anche un ottimo succo di mela: il Succo Valnatisone di Mauro Pierigh.

Speriamo solo che Eva non passi in zona, altrimenti…Dio ce ne scampi!

Gianluigi Pagano


venerdì 9 luglio 2021

I vini di Ongaresca a Milano, per raccontare le colline di Costabissara e Isola Vicentina

 


Con la presentazione del progetto L'Europa delle Scienze e della cultura (Patrocini Iai-Iniziativa Adriatico Jonica , Ente Friuli nel Mondo e Associazione per gli italiani nel mondo), Borghi d'Europa ha dato spazio ai territori che compongono il variegato mosaico delle esperienze regionali.

A Milano, presso l'Osteria la Stazione l'Originale, è stato così possibile introdurre il percorso informativo che riguarda l'Altra Vicenza, le colline di Isola Vicentina e Costabissara.

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno già visitato una ventina di aziende per costruire una Via del Gusto inedita, che verrà raccontata, settimana per settimana, a partire dal 15 luglio, fino a dicembre 2021.

Ma , per sottolineare le storie, è stato possibile degustare gli splendidi vini di Ongaresca (Costabissara), che ha potuto partecipare all'incontro grazie alla simpatica effervescenza di Chiara, sommelier e addetta commerciale dell'azienda stessa.



" Nel DNA sono segnati i caratteri distintivi di ognuno di noi.

Passione, tradizione e innovazione sono i nostri. Esprimere questa passione attraverso ogni vendemmia, ogni bicchiere del nostro vino, è un’opportunità per trasmettere le caratteristiche tipiche della nostra terra mantenendo costantemente quell’equilibrio tra rispetto per il territorio e innovazione.

Solo così le nostre radici, forti e profonde, ci permettono di guardare al futuro, continuando a comunicare a tutti gli appassionati del buono e del piacere, l’evoluzione e l’amore, ingredienti fondamentali dei nostri vini.

La nostra attenzione per il dettaglio è la sublimazione del piacere stesso di assaporare un vino realmente unico e ogni sorso lascia che il palato riscopra sapori legati ad antiche tradizioni, ma con nuove esperienze di ricerca.

Perché anche la storia è in movimento e Ongaresca si muove con essa.

Il tempo non si ferma, e saper mutare con esso è ciò che ci contraddistingue.

Crediamo che restare in quel moto perpetuo ed essere plasmati con il territorio che ci circonda, ci permetta di offrire, non solo un semplice bicchiere di buon vino, ma un’esperienza di piacere che inebria il palato e l’anima. Da noi lo sguardo accarezza il cielo e l’aria, assapora ogni stagione e si posa su una terra generosa, ricca e forte.

La nostra idea di “buon vino” è rinunciare a produzioni abbondanti al fine di ottenere vini di grande qualità e personalità.

La continua e crescente richiesta del pubblico e il continuo interesse nei confronti dei nostri vini però ci appaga, confermando la nostra scelta.

La cantina è sempre a disposizione di tutti coloro che sono appassionati di vino e amano ancora stupire i propri sensi con autentiche percezioni di alta qualità.

Oggi Ongaresca si sta impegnando per crescere nel mercato nazionale ed internazionale, investendo e valorizzando la specificità dei propri vini, tipici i queste zone del Veneto, un territorio ricco di risorse naturali, storiche e culturali, per essere sempre più competitiva e per una continua ricerca della qualità delle sue produzioni. "




martedì 3 novembre 2020

Azienda Agricola Alessio Komjanc: ai confini con la Slovenia

 


Al termine del mio educational tour in Friuli, ho visitato l’Azienda di Raffaella e Roberto Komjanc che si trova a San Floriano del Collio, non lontano da Gorizia.

La prima cosa che ho notato arrivando è stata la grande cortesia e disponibilità di tutti i componenti dell’Azienda è che ti facevano veramente sentire a casa, preoccupandosi di darti ogni indicazione utile per scoprire il loro meraviglioso territorio: il Collio, un insieme di colline costituite da terreni arenacei marnosi eocenici

La posizione, il clima e la morfologia del terreno hanno favorito fin dai tempi remoti la coltivazione in questo territorio della vite, presente già in epoca pre-romana. Le Prealpi Giulie infatti costituiscono un efficace riparo dai venti freddi di settentrione e la vicinanza della costa adriatica favorisce la persistenza di un microclima mite e temperato, con un’escursione termica tra giorno e notte che garantisce una produzione enoica di qualità.

Qui mi sono soffermato ad assaggiare in particolare il Collio Pinot Bianco DOC 2018 che nell’ultima edizione della Milano Wine Week ha ricevuto da “The WineHunter” il Premio Platinum.

Ha colore giallo paglierino. Il profumo è delicato, e fruttato. Sapore asciutto, pieno, armonico. Un vino sincero, che svela subito le sue doti beverine e che ben si abbina con minestre, risotti ed anche secondi, in particolare di carne bianca. Complimenti.

Infine da ultimo non potevo lasciare il Friuli, questa terra amata da Bacco, senza assaggiare la sua perla più preziosa: il Picolit. Questo vino era già conosciuto ai tempi dei romani e nel corso della storia è stato servito sulle tavole più importanti d’Italia e d’Europa fino a quella dello zar di Russia. Lo stesso Goldoni lo definisce “la gemma enologica più splendente del Friuli”. Quello che ho assaggiato in Azienda era senz’altro pari alla sua fama: di colore giallo dorato, con un profumo intenso e piacevole, che ricorda i fiori di campo ed il miele d’acacia. Il sapore è dolce, giustamente morbido, con un notevole corpo; ampio e vellutato, accarezza piacevolmente il palato, simile ad un nettare.

Le uve, raccolte manualmente, vengono messe per l’appassimento in cassetta per un periodo di 2 mesi. Poi segue la pressatura soffice in pressa pneumatica e la vinificazione tradizionale in bianco, con fermentazione a temperatura controllata e finalmente il vino viene messo in barrique per l’affinamento.

E’ senz’altro un vino da meditazione, che sarebbe da rendere obbligatorio alle Facoltà di Filosofia, ma non disdegna neppure abbinamenti con formaggi stagionati.

Gianluigi Pagano

 


sabato 24 ottobre 2020

Pizzeria Ristorante Gaia da Camino nella Via Europea della Pizza

 


 


 


La rete dei Borghi Europei del Gusto ha deciso di un creare un percorso dedicato ai temi dei Mulini, delle Vie del Pane e delle Vie della Pizza, tra le grandi iniziative di informazione internazionali del progetto. Il circuito organizza e promuove dei percorsi d’informazione per mettere a confronto idee,

progetti, capaci di seguire il filo logico della valorizzazione rispettosa degli equilibri sociali culturali e ambientali dei territori di riferimento.

Sono previsti incontri e stages di informazione nei territori , per raccontare a giornalisti e comunicatori le storie dei borghi e delle loro culture.

Ogni ‘tappa’ tocca i luoghi, le storie, i protagonisti della filiera agroalimentare.


Così ad Oderzo, è stata visitata in incognito la Pizzeria Ristorante Gaia da Camino.


Il nome del locale rinvia alla storia della comunità. Valente poetessa ( tra le prime in Italia a scrivere in provenzale),Gaia era la figlia di Gherardo III, membro dell'illustre famiglia dei Caminesi. Nell'estate del 1291 risulta già essere moglie del cugino Tolberto III dei Caminesi "di sotto". Il suo patrimonio, già molto cospicuo grazie alla dote ricevuta dal padre, si arricchì ulteriormente con l'acquisto di alcuni mulini dei suoi fratelli localizzati sul Sile (1301) e dalle proprietà di una certa Frixa di Pietro Magninga, nobildonna che l'aveva dichiarata sua erede universale (1302).Il 28 luglio 1309 il doge Pietro Gradenigo ringraziava i coniugi caminesi per il loro contributo nel difendere le terre della diocesi di Eraclea da alcune bande di briganti. L'ultima testimonianza scritta relativa a Gaia è il suo testamento, dettato il 14 agosto 1311 nel castello di Portobuffolé, dove giaceva gravemente malata assistita dal consorte e da un "Petro physico de Prata", medico che andrebbe identificato con un omonimo citato nel 1303 tra i familiari di Rizzardo II da Camino.Morì qualche giorno dopo e fu sepolta a Treviso nella chiesa di San Nicolò. Nella stessa tomba si troverebbero anche i resti della figlia Chiara.

La sua fama, postuma, aumentò dopo essere stata ricordata da Dante nel Purgatorio. Nel canto XVI il Sommo Poeta mette in bocca a Marco Lombardo questa parole, riferite a Gherardo:


«Per altro sopranome io nol conosco,

s'io nol togliessi da sua figlia Gaia.

Dio sia con voi, ché più non vegno vosco.»

(Dante Alighieri)


La visita ci ha dato : ottima scelta di farine d'eccellenza ; impasto accorto, frutto di una lunga lievitazione, quindi pizza digeribilissima ; menù ricco di suggestioni, che spazia dalle pizze tradizionali a quelle più creative ; prodotti di fascia qualitativa alta.

“ Insomma una pizzeria che merita di essere segnalata, anche per lo stile dei titolari e del personale,improntato su di una cortesia non ingombrante.Da scoprire anche la cucina.”

Stefano e Michela propongono una cucina ispirata ispira alla Tradizione Culinaria del territorio, che si avvale di ingredienti di qualità e freschissimi, garanzia data dalla Stagionalità delle pietanze.

martedì 1 settembre 2020

Al mercoledì, come un tempo, al mercato di Oderzo, per le trippe e il baccalà al ristorante 4 Corone……

 


E’ mercoledì.

Finalmente siamo ritornati al mercato settimanale di Oderzo, certi di poter degustare dalle 8

del mattino, le trippe e il baccalà al ristorante 4 Corone.

Tutta colpa di due fratelli, Andrea e Martina Marchesin, che hanno riaperto a

febbraio il ristorante che ha una storia di oltre cent’anni (inizia del ‘900).

Andrea, in una intervista ad un quotidiano locale, aveva tracciato il programma :

“La promessa è di ammodernare la tradizione. Verrà conservato un menu tipicamente veneto fatto di piatti come trippe, baccalà e fegato alla veneziana, la novità è che la nuova gestione punterà anche sull’aperitivo preparando una serie di cicchetti da accompagnare ai calici che precedono i pasti. «

Ma il 4 Corone è per davvero indissolubilmente legato alla storia della Città.

Come dimenticare la serata del 6 maggio 1976,alle ore 21:00:12 , quando il terremoto del Friuli

scosse intensamente Oderzo : nel tardo pomeriggio il Circolo Quattro Cantoni animato dalla

immensa Gina Roma, aveva ospitato la presentazione del libro Treviso l’Altra , con gli interventi

di Franco Batacchi.Giorgio Dalla Barba e altri intellettuali un po’ irregolari….

La cena al 4 Corone era terminata precipitosamente sotto i tavoli dell’osteria……

Odèrso

cità pa’ schèrso

punto perso

de l’universo

co ‘l Montegan par traverso.

Come dimenticare le pagine profetiche di Ulderico Bernardi, in Una cultura in estinzione.

O l’intervento di Andrea Zanzotto nel libro Treviso l’altra, Conoscere il passato e il presente

per meglio preparare il futuro.

Ecco, tutto questo ci viene in mente, il mercoledì del nostro ritorno.

Ci piace ricordare che Andrea è anche il titolare della Pizzeria Mama, che Martina è

un volto noto nei locali del centro di Oderzo.

Che siano i giovani a rilanciare le tradizioni, pur dando spazio alla propria creatività, è

decisamente una bella sorpresa !

Di più, è un messaggio che , semplicemente, ci rende felici.